L'argomento
non e' facile da affrontare.
Proviamo
a partire con la definizione di etica che troviamo
su un noto vocabolario italiano (Nuovo Zingarelli).
Etica:
Insieme delle norme di condotta pubblica e privata
che, secondo la propria natura e volonta', una
persona o un gruppo di persone scelgono e seguono
nella vita, in un'attivita', e sim.
Cosa
si puo' dedurre da cio'?
In primo luogo, che si tratta di un concetto
con un valore non assoluto, ma oggettivo.
In
secondo luogo, che questo valore viene attribuito
dalla singola persona o da un determinato gruppo,
e che puo' non essere applicabile aldila' della
sfera personale o del gruppo stesso.
Ma
questo non significa che l'etica di uno debba
essere migliore di quella di un altro.
Fin
qui siamo rimasti nel generale. Passiamo ora,
per quanto possibile, allo specifico, utilizzando
un esempio su qualcosa di abbastanza conosciuto...
Il Rede wicca: ha un valore etico. Ma solo per
i wiccan, non per tutta la stregoneria.
Il "se non offende nessuno", si puo'
prestare poi a diverse interpretazioni, magari
in base alla visione etica personale (non di
gruppo). Ovvero, ci sono wiccan che pensano
che ad un'offesa non vada risposto, mentre altri
invece ritengono che la risposta sia piu' che
lecita, quando non decisamente dovuta.
Altri praticanti al di fuori della wicca, invece,
possono secondo il proprio valore etico, decidere
differentemente le loro azioni/reazioni, magari
in una modalita' che per altri risulta estranea
alla propria visione.
Quindi,
con questo, abbiamo un esempio di etica di gruppo,
e etica personale.
Con
questo, dove voglio arrivare?
Voglio arrivare a dire che nella stregoneria
l'etica e' principalmente soggettiva.
Ho
detto principalmente, perche' la stregoneria
intesa come gruppo, ha comunque alcuni valori
etici condivisi da tutti i suoi praticanti...
Un
esempio e' il rifuggere qualsiasi rapporto meramente
commerciale con la magia. La magia non si vende,
la magia non e' a scopo di lucro, la magia nella
stregoneria non e' una professione (e' inutile
ricordare che la stregoneria e' una religione,
vero? ).
Questa e' una regola etica, seguita da tutti
coloro che seguono la stregoneria.
(Nota: il commercio di strumenti, come athame,
candele, essenze o altro, non e' commercio di
magia. Il commercio di magia e' vendere un amuleto,
farsi pagare per un rito, ecc.)
Se volete ve ne do' anche la motivazione: la
magia e' un dono (ed e' un aspetto del rapporto
con il divino). I doni non si vendono... o voi
vi mettereste a commerciare con i regali che
vi vengono fatti?
Se qualcuno risponde si... beh, allora mi spiace
per lui, perche' deve essere una persona molto
meschina...
Per
finire...il discorso e' comunque lontano dal
poter essere concluso in una paginetta web,
e si presterebbe a mille dibattiti.
Quello che ho voluto esporre qui, e' comunque
il fatto di non dare mai per scontato che le
idee, le modalita' di comportamento di una persona,
siano integralmente valide per tutto e tutti.
Non nella stregoneria.
E spero di essere stata abbastanza chiara.