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A questo gruppo appartengono le religioni dei Finnici,
Lapponi, dei Magiari e di alcune
popolazioni sovietiche.
La terra d'origine di queste popolazioni e' la Russia centro settentrionale,
lungo il corso dell'alto Volga e dell'Oka. Verso il 2000 a.c. queste
popolazioni iniziarono a diffondersi: per primi si separarono gli
Ugri (tra cui gli ungari) e poi, in epoca successiva i finnici.
E' la religione dei finni, popolazione insediata in Finlandia (suomi
in finnico), Russia Nordoccidentale, Norvegia e Svezia settentrionale.
La divinita' maggiore era Ukko (vecchio antenato) o Ukkonen (vecchissimo, l'antenato primigeno) che era il Dio del cielo, della tempesta, del tuono e delle acque. Veniva venerato con bevande e carne sacrificale, posta in appositi canestri fatti di corteccia di betulla. Le offerte venivano poi messe sugli Ukko vuori (i monti di Ukko) e lasciate li' per la notte, affinche' potessero venir gradite dal Dio.
Ukko aveva per moglie Rauni (sorbo selvatico), madre degli uomini e anch'essa Dea del tuono.
Tra le altre divinita' troviamo Ilmarinen, Dio del tempo, del vento e nume tutelare dei viaggiatori.
Da notare che il nome finnico attuale del Dio cristiano, Jumala, e' la denominazione originaria di una antichissima divinita' finnica.
Per quanto riguarda la concezione di vita ultraterrena, i cimiteri erano ritenuti sacri, come dimora dei trapassati, ma era diffusa l'ipotesi che nelle viscere della terra ci fosse il regno dei morti, dove i defunti nascevano ancora, vivevano, si sposavano e morivano di nuovo, come accadeva sulla terra. Questo luogo si diceva essere raggiungibile con un lunghissimo e faticosissimo viaggio verso nord-ovest.
Per quel che invece concerne la mitologia finnica, e' da segnalare
come importante fonte il Kalevala (terra di Kaleva)
una raccolta di racconti, canti popolari e eroici, leggende e formule
magiche in cui emerge la figura dell'eroe Vainamoinen
(il vecchio e vero, mago preistorico). Quest'opera si contraddistingue
per l'atmosfera favolosa e il grande amore per la natura.
Oltre che appartenente alle religioni ugro-finniche, questa religione
appartiene anche a quelle artiche.
I lapponi sono una popolazione seminomade allevatrice di renne, che
in antichita' praticava solo la caccia e la pesca, stanziata nelle
zone artiche europee della Norvegia, della Svezia, della Finlandia
e della penisola di kola.
Loro si definiscono samek (uomini).
La divinita' maggiore degli antichi lapponi era Tiermes,
Dio della pioggia e del temporale, arbitro della vita e della morte.
Per il mito ugro-finnico, Tiermes si spostava per il cielo su una
nuvola, portando con se una specie di faretra in cui teneva i fulmini,
da scagliare come frecce sulla terra.
Tiermes, con il tempo, si suddivide in due divinita' distinte: Veraldenolmai, Dio dell'universo e Horagalles, Dio della tempesta.
L'aldila' per i lapponi e' diviso in due parti: il regno dei buoni, savaimo, che ha sede dentro una montagna, e quello dei cattivi, jabmeaio, dove regna la Dea Jabmeakka, madre dei morti.
Una carica, o compito importante nella religione lappone e' ricoperto dallo sciamano. Lo sciamano (chiamato noid o noiade), utilizza un tamburo per creare uno stato di trance, all'interno del quale guarisce dalle malattie. Sempre nella trance estatica, lo sciamano puo' anche assumere diverse forme e recarsi sotto forma di spirito in altri luoghi.
Per i Lapponi, anche attualmente, le divinita' e gli spiriti protettori
sono considerati presenti e visibili nelle seidas, oggetti di culto
di pietra e legno messi su scogli (come richiamo per i pesci) e lungo
i sentieri delle renne.
Alle seidas si sacrificano pesci e renne.
E' la religione degli antichi ungheresi.
La divinita' principale e' Magyar Isten (Dio dell'ungheria), strettamente legata al popolo. Magyar Isten guidava le tribu' magiare e le sospingeva con i colpi d'ala della sua grande aquila.
I nobili ungheresi erano diretti rappresentanti sulla terra di questa divinita'.
Il contatto tra il mondo terreno e quello etereo era affidato allo
sciamano e al suo cavallo, chiamati entrambi taltòs.
Una delle cerimonie sacre era la battaglia degli sciamani, in cui
due di questi, uno con le fattezze di un toro bianco, l'altro con
quelle di un toro nero, si affrontavano rappresentando simbolicamente
la lotta tra luce e tenebra.
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