Head del sito Luce di Strega - neo paganesimo e stregoneria. Sezione Documenti
Antiche Religioni Europee

Religione Slava

E' la religione autoctona delle antiche popolazioni slave, residenti in origine lungo il corso superiore del fiume Bug, e successivamente, nei primi secoli del medioevo, trasferiti e insediatisi (causa conflitti con altre popolazioni militarmente piu' forti, come Germani, Irani, Turchi e Mongoli) nel territorio compreso tra il mar Baltico e l'Adriatico e tra il Mar Nero e l'elba. Da queste popolazioni derivano Polacchi, Sorabi, Slovacchi, Cechi, Russi, Ucraini, Bielorussi, Sloveni, Croati, serbi, macedoni e bulgari.

La religione slava, che appartiene sia alle religioni europee che a quelle indoeuropee, ufficialmente sopravvisse sino al IX secolo, quando la conversione al cristianesimo di quelle zone fu quasi completata. L'ultimo popolo ad aderire (forzatamente) al cristianesimo fu quello dei Vendi, nel XII secolo.

Per gli slavi, il termine dio era bog (che significava anche offerta, ricchezza, donatore) e la piu' importante divinita' (specialmente per gli slavi occidentali) era Perun, Dio del cielo, del tuono e della tempesta. Per i russi era anche il Dio dei Giuramenti, a cui era sacra la quercia.

Volos o Veles era un'altra importante divinita': la sua caratteristica erano le corna, ed egli proteggeva il bestiame e i pascoli. Era anche il Dio dei morti e spesso come Perun veniva invocato nei giuramenti. Con il cristianesimo alcune sue caratteristiche furono trasferite a San Biagio (Vlas in slavo).

Il Dio del fuoco (ma anche del cielo e del tuono) era Svarog (colui che crepita).
Il Dio del sole era invece Dazbog (dona - offri) figlio di Svarog.

Altre divinita', specialmente per gli slavi orientali, erano Stribog, Dio del vento, e Chors (colui che si e' allontanato), Dio della caccia e della malattia.

Gli slavi occidentali invece veneravano principalmente divinita' guerriere, rappresentate sovente con molte teste che stavano ad indicare l'onniscienza.

Il Dio della guerra era Jarovit: nel suo tempio era conservato uno scudo sacro, che veniva prelevato alla vigilia di una guerra, per propiziarne la vittoria.

Per gli slavi stanziati nella regione dell'Oder (fiume che attraversa Repubblica Ceca, Polonia e Germania) la divinita' principale era Radigost o Riedegost (l'ospitale).

Per gli slavi baltici era invece Triglav (il tricipite) Dio della guerra. A stettino vi era un tempio a lui dedicato, nel quale la statua che lo rappresentava era caratterizzata da tre teste con gli occhi bendati, perche' non dovesse vedere i misfatti umani.

Un altro Dio della guerra era Svantovit (signore potente) a cui era solitamente offerto un terzo delle prede conquistate in guerra. Una sua raffigurazione, conservata nel tempio di Akrona, sul rugen, fu poi distrutta nel 1168 su ordine del re danese Valdemaro il Grande, a causa della sua conversione al cristianesimo.

Per le divinita' femminili vi sono Mokos, la Dea madre della terra e le Rozdanice, divinita' della fertilita' che determinavano il destino di chi nasceva e vegliavano sulla vita degli uomini.

Gli spiriti avevano una grande importanza per la religione slava, e si dividevano in buoni e protettori e cattivi, apportatori di guai. Tra gli spiriti amici vi erano Domovoj e Ludki, domestici e protettori del focolare e delle stalle, mentre le Vilen, le ninfe delle fonti, erano buone con gli amici ma terribili con i nemici.

Per quanto invece riguardava l'idea dell'oltretomba, gli Slavi ritenevano che le persone buone sarebbero state ammesse a vivere nella casa del Dio del sole, il Nav, mentre i cattivi sarebbero finiti nell'oscurita' del Peklo.

Il culto dei defunti comportava una lunga celebrazione dei funerali. Prima della cremazione (su un rogo o una slitta) vi era una veglia dedicata al lamento. Poi le ceneri venivano messe in un urna che successivamente era sepolta in un tumulo, insieme a cibo e bevande lasciate in offerta. Dopo questo si celebravano giochi bellici in onore del morto e infine si banchettava.

Le altre celebrazioni religiose consistevano solitamente in offerte e preghiere, tenuti sia in templi che in boschi sacri. Il tempio slavo era comunemente a pianta quadrata, con piloni portanti che sostenevano la raffigurazione della divinita' (di solito nascosta).

Il sacerdote era chiamato ziric (colui che compie l'offerta) che presiedeva ai sacrifici e all'interpretazione degli oracoli.

[top]

Fonti tratte da: Enciclopedia delle religioni