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Intervista: Fronde dell'antico Noce
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I primi a rialzare la testa sono alcuni Pagani in egitto, che in seguito
alla trasformazione di un tempio dedicato a Bacco in una chiesa Cristiana
si ribellano e si barricano nel tempio di Serapide (divinita' greco-egizia
che riuniva in se' Zeus ed Osiride).
La reazione imperiale non si fa attendere: tutti i templi pagani
dell'Egitto vengono rasi al suolo (non solo per mezzo di soldati ma
anche di cittadini cristiani e membri del clero). Sulle rovine del
tempio di Serapide, assediato, espugnato e distrutto, viene costruita
una nuova chiesa.
In Alessandria scoppiano feroci lotte tra Cristiani e Pagani. (391
c.a.)
Ovviamente il numero e il governo a favore dei cristiani porterebbero ad una definitiva sconfitta, ma su un altro fronte, quello d'occidente, si affaccia un pagano di una certa elevatura, il generale Arbogaste.
Eliminato Valentiniano II (figlio di Graziano e imperatore per concessione di Teodosio) il generale punta al dominio dell'impero. Non si nomina imperatore ma mette al suo posto il figlio Eugenio, cristiano di fede e pertanto riconosciuto come sovrano non solo in Spagna, Britannia e Gallia, ma anche in Italia.
Ciononostante le redini del potere sono in mano di Arbogaste, che
per attirarsi consensi da parte degli altri pagani, fa in modo che
i vecchi culti siano riammessi, l'altare e la statua della Vittoria
rimesse al loro posto e le rendite restituite ai templi.
Inoltre a Roma tornano le cerimonie e le feste tradizionali. Siamo
all'incirca nel 392 d.c.
La cosa ovviamente non piacque ad Ambrogio e Teodosio, che non potevano permettere ne' il ritorno della vecchia religione ne' le smanie di potere di Arbogaste.
Nel frattempo (393 c.a.) Teodosio pensa bene di proibire le olimpiadi. Non ce ne saranno altre per 1500 anni, sino al 1896.
In seguito ai fatti sopra riportati, nel 394, radunato l'esercito, Teodosio, con l'ausilio di due generali barbari (Stilicone e Alarico) si preparo' a dare addosso a Eugenio e alle sue truppe pronte a passare le alpi.
In una serie di battaglie, culminate a Vilpacco, e grazie anche a sapienti esercizi di corruzione, Teodosio sconfigge il nemico.
Eugenio viene condannato a morte e Arbogaste, vistosi perduto, si suicida.
Fine della ribellione e della restaurazione del politeismo. Inizio della clandestinita' del paganesimo.
Sempre nel 394 (proprio in seguito ad una malattia contratta a Vilpacco) muore Teodosio. Ai due figli, Onorio ed Arcadio vengono dati rispettivamente l'impero d'occidente e l'impero d'oriente.
Ma gli editti e le repressioni non muoiono con lui. Teodosio II inseri' nella legislazione statale l'esclusione da funzioni giudiziarie ed amministrative per chiunque non fosse cristiano.
Libri, testi e opere antiche furono distrutte, colpevoli di mantenere o sostenere le criminose ideologie pagane.
Ci fu ancora, negli anni successivi,qualche tenue rtorno al passato, con momentanee interruzioni delle persecuzioni. Ma non si tratto' che di fatti sporadici. Il politeismo era tramontato, il paganesimo divenne definitivamente eresia e fu altrettanto definitivamente condannato.
Questo nelle terre sotto il dominio dei due imperi romani, d'oriente e d'occidente.
Altrove, ci vorranno secoli perche' il cristianesimo cattolico si
espanda spodestando con prepotenza e con la forza le antiche religioni
degli altri popoli.
Dobbiamo far infatti notare che, la conversione dell'europa al cristianesimo,
termina ufficialmente nel 1386, con la conversione del re della Lituania.
Tornando all'impero, aggiungiamo un'ultimo dato: nel 423 un articolo
di legge stabili' la proscrizione di chiunque non seguisse la religione
cristiana: "Se non possono essere recuperati dalla ragione,
che lo siano dalla paura", fu scritto. Un motto seguito
per molti secoli a venire.
E dove non pote' la paura, riuscirono le condanne... e molto piu'
avanti l'inquisizione.