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Storia - dal politeismo al cristianesimo
Capitolo 5

Persecuzioni contro il paganesimo

Dopo un anno dalla promulgazione dell'editto di Tessalonica, nel 381 si iniziano le persecuzioni contro gentili (da qui in poi chiamati pagani nel testo), ebrei ed eretici vari.

Agli eretici viene proibita la possibilita' di riunione e la predicazione delle loro dottrine. Gli Ariani non potranno edificare chiese.

Verso la fine del 381 si minacciano sanzioni a chi compie cerimonie o professa culti pagani.

Nel 382 viene ordinata la rimozione dal Senato di Roma dell'altare della Vittoria (voluto da Ottaviano dopo la battaglia di Azio). Vengono inoltre tolte le rendite a favore dei templi pagani, se ne confiscano i beni e vengono abrogati i privilegi per sacerdoti e vestali.

Il vescovo di Milano Ambrogio (oggi S. Ambrogio, vescovo dal 375 al 397) e' tra gli organizzatori di alcune di queste persecuzioni (seppure pare in forma non cruenta).

Ambrogio e' in effetti tra i principali ispiratori dei due imperatori in fatto di fede ed e' anche tra le cause del successivo editto del 391 di Teodosio.

Teodosio aveva infatti commesso un grave errore, la strage di Tessalonica, in cui aveva fatto eliminare l'intera popolazione della cittadina in seguito a tumulti provocati da semplici gare sportive.

Il risultato fu che Ambrogio gli volto' le spalle, accusandolo di crimine mostruoso e minacciando di non celebrare mai piu' una messa davanti a lui se non si fosse profondamente pentito.

Teodosio capitolo' e si presento' al vescovo deponendo il proprio potere ai suoi piedi e sottomettendosi alla sua volonta'.

Con questo gesto il potere religioso (cattolico) si afferma su quello dello stato.


Nuovi editti

Nel 391 esce l'editto di Milano. In questo si rinnovava la messa al bando di qualsiasi tipo di sacrificio, si vietavano le cerimonie tradizionali romane, l'ingresso a qualsiasi luogo di culto non cristiano.
Inoltre si proibiva di abbandonare il cristianesimo (apostasia), pena la perdita di ogni diritto.

Dopo quello di Milano, sempre nel 391 seguirono altri due editti, considerati estensioni del primo, nei quali aumentavano divieti e pene e si dava ordine di procedere alla distruzione dei templi e di ogni luogo o oggetto di culto pagano. Quest'ultimo ordine non resto' inascoltato.

Come se fino ad allora non si fosse ancora fatto abbastanza, nel 392 venne promulgano l'ennesimo editto, che, per quanto possibile, inaspri' ancora di piu' le sanzioni contro le antiche religioni.

Ecco alcune delle leggi emanate:

pena di morte per chi praticava divinazioni e/o sacrifici;
confisca delle abitazioni in cui venivano svolte cerimonie o riti (questo perche', ormai impossibilitati a celebrare all'aperto, i pagani si riunivano e praticavano nelle case); divieto assoluto di offerte votive, torce, altari, decorazioni di qualsiasi genere;
forti sanzioni economiche nei confronti di chi non applicava la legge;

Per meglio sradicare paganesimo ed eresia, Teodosio ordina che siano nominati dei "denunciatori", persone pagate per denunciare qualsiasi violazione all'editto e per trovare chi ancora si rifiutava di convertirsi, secondo l'ordine imperiale:
"Vogliamo che tutti i popoli da noi governati seguano la religione trasmessa dal divino apostolo Pietro ai Romani".

[avanti]

 

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