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Delle leggi di Teodosio sono pervenuti diversi documenti. Uno di questi
e' il Codex teodosiano.
Qui di seguito potete leggerne un paio di passi salienti. Prima la versione originale e a seguire la traduzione.
CTh.16.1.2. e CTh.16.1.2.1
Imppp. gratianus, valentinianus et theodosius aaa.
edictum ad populum urbis constantinopolitanae.
cunctos populos, quos clementiae nostrae regit temperamentum, in tali
volumus religione versari, quam divinum petrum apostolum tradidisse
romanis religio usque ad nunc ab ipso insinuata declarat quamque pontificem
damasum sequi claret et petrum alexandriae episcopum virum apostolicae
sanctitatis, hoc est, ut secundum apostolicam disciplinam evangelicamque
doctrinam patris et filii et spiritus sancti unam deitatem sub parili
maiestate et sub pia trinitate credamus.
Hanc legem sequentes christianorum catholicorum nomen iubemus amplecti, reliquos vero dementes vesanosque iudicantes haeretici dogmatis infamiam sustinere nec conciliabula eorum ecclesiarum nomen accipere, divina primum vindicta, post etiam motus nostri, quem ex caelesti arbitrio sumpserimus, ultione plectendos. dat. iii kal. mar. thessalonicae gratiano a. v et theodosio a. i conss. (380 febr. 27).
Traduzione: "Noi vogliamo che tutti i popoli governati dalla clemenza nostra seguano la religione che il santo apostolo Pietro rivelo' ai Romani e che il pontefice Damaso e il Vescovo Pietro d'Alessandria professano.
Noi crediamo che il Padre, il Figliolo e lo Spirito Santo formino un sola divinita' sotto un'eguale maesta' e una pia trinita'.
Pertanto ordiniamo che tutti quelli che seguono questa fede si chiamino Cristiani cattolici, e, poiche' crediamo che gli altri siano dementi e insani, vogliamo che essi subiscano l'onta dell'eresia e che i loro conciliaboli non abbiamo piu' il nome di chiese.
Oltre la condanna della divina giustizia, essi riceveranno le severe pene che la nostra autorita', guidata dalla celeste sapienza, vorra' infliggere loro."
E ancora si puo' leggere:
CTh.16.5.6.1 - CTh.16.5.6.2 - CTh.16.5.6.3
Arceantur cunctorum haereticorum ab illicitis congregationibus turbae. unius et summi dei nomen ubique celebretur; nicaenae fidei dudum a maioribus traditae et divinae religionis testimonio atque adsertione firmatae observantia semper mansura teneatur; fotinianae labis contaminatio, arriani sacrilegii venenum, eunomianae perfidiae crimen et nefanda monstruosis nominibus auctorum prodigia sectarum ab ipso etiam aboleantur auditu.
Is autem nicaenae adsertor fidei, catholicae religionis verus cultor accipiendus est, qui omnipotentem deum et christum filium dei uno nomine confitetur, deum de deo, lumen ex lumine: qui spiritum sanctum, quem ex summo rerum parente speramus et accipimus, negando non violat: apud quem intemeratae fidei sensu viget incorruptae trinitatis indivisa substantia, quae graeci adsertione verbi ousia recte credentibus dicitur. haec profecto nobis magis probata, haec veneranda sunt.
Qui vero isdem non inserviunt, desinant adfectatis dolis alienum verae religionis nomen adsumere et suis apertis criminibus denotentur. ab omnium submoti ecclesiarum limine penitus arceantur, cum omnes haereticos illicitas agere intra oppida congregationes vetemus ac, si quid eruptio factiosa temptaverit, ab ipsis etiam urbium moenibus exterminato furore propelli iubeamus, ut cunctis orthodoxis episcopis, qui nicaenam fidem tenent, catholicae ecclesiae toto orbe reddantur. dat. iiii id. ian. constantinopoli eucherio et syagrio conss. (381 ian. 10).
Traduzione: "Agli eretici non deve essere concesso alcun luogo dove celebrare i loro misteri, non deve essere loro concessa alcuna opportunita' di abbandonarsi alla demenza ostinata delle loro menti.
Ogni riunione illecita deve cessare. Deve essere
celebrato solo il nome di Dio unico e supremo. Sia mantenuto il credo
di Nicea che ci e' stato tramandato dai nostri padri e che e' confermato
da tutte le testimonianze della nostra divina religione.
L'errore di Potino, il veleno del sacrilego Ario, gli inganni del
perfido Eunomio e con essi tutte le mostruosita' delle odiose sette
eretiche ed i nomi dei loro autori siano cancellati dal ricordo di
ognuno di noi.
Sara' considerato confessore della fede di Nicea e vero osservante della religione cattolica soltanto chi riconoscera' il Dio come Padre e Cristo come suo figlio, unico Dio con lui. Dio da Dio, luce da luce. E che non neghi lo spirito Santo per mezzo del quale noi riceviamo cio' che ci viene concesso in dono dal Padre.
In una parola: chi riconoscera' con fede pura, senza alcuna alterazione, la sostanza indivisibile della Trinita' che i veri credenti designano con la parola "ousia".
Coloro che non si sottometteranno, cessino di nascondersi falsamente sotto il nome della vera religione e siano indicati con il vero nome del loro errore; siano essi allontanati da tutte le chiese e nessuna riunione di eretici sia tollerata entro le mura di tutte le citta' dell'Impero.
E se essi faranno qualche tentativo fazioso per impossessarsi di una chiesa, vengano espulsi dalla citta', di modo che tutte le chiese cattoliche appartengano soltanto a coloro che osservano la fede di Nicea."
[avanti]