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Nel 337, alla morte di Costantino gli succedono i tre figli, Costantino II, Costanzo e Costante. I primi due riescono a spartirsi rispettivamente l'Occidente, e l'Oriente. Il terzo si ritaglia una zona di dominio in Italia, nelle province danubiane ed in Africa.
La cosa interessante a questo punto della storia e' che i figli di Costantino erano cristiani e, a dispetto dell'editto del defunto genitore, decisero di non riconoscere la pratica di altra religione che non fosse il Cristianesimo (secondo diverse fonti, Cristianesimo di confessione ariana).
Cosi' vietarono adorazione e sacrifici agli Dei, fecero chiudere i templi dei gentili (cosi' venivano all'epoca chiamati i politeisti, i futuri pagani) e condannarono a morte chi si macchiava del reato di superstizione.
Poi ci fu un salto all'indietro. Morti Costante e Costantino II l'impero era rimasto nelle mani di Costanzo, che nel 361 fu spodestato da Giuliano, chiamato dai cristiani "l'apostata". E qui si potrebbe gia' intuire qualcosa.
Giuliano, cresciuto alla corte di Costantino, non aveva apprezzato
la politica dei neoriconosciuti cristiani aristocratici.
In compenso ammirava particolarmente la cultura e gli ideali della
Grecia classica e per questo decise di tornare alla religione politeista
(da qui l'appellativo di "apostata" datogli dai cristiani,
avendo abiurato la loro religione).
Giuliano restauro' cosi' una forma di politeismo neoplatonico, al cui centro era una divinita' solare, alla quale gli altri Dei erano subordinati.
Questo pero' non precluse l'esistenza del cristianesimo come culto lecito. Giuliano, di mente aperta, revoco' tutte le confische di beni e le condanne all'esilio precedentemente eseguite sotto il regno di Costanzo, promovendo un'editto di tolleranza per chiunque avesse idee religiose diverse.
Nonostante questo, Giuliano si ritrovo' a dover chiudere le scuole cristiane dato che gli insegnanti, considerandoli eretici, si rifiutavano di ammettere nelle lezioni testi, cultura e filosofia classiche.
L'imperatore fu anche iniziato al culto misterico di Mithra e scrisse un trattato, "Contro i Cristiani", nel quale denunciava le contraddizioni nella loro religione.
Mori' dopo soli tre anni di regno, a quanto si dice per mano di un cristiano che non aveva gradito la restaurazione degli antichi culti.
Dopo di lui la tolleranza e la convivenza religiosa rimangono solo un ricordo.
A Giuliano successe Valentiniano I (364/375), di religione cristiana, che torno' a deporre i culti politeisti; altrettanto fece il fratello minore Valente (364/378) imperatore d'Oriente.
Sulla stessa linea continuo' Graziano (375/383), successore di Valentiniano I.
Una digressione su Valente: divenne famoso per aver intentato alcuni processi contro membri dell'aristocrazia gentile, rimasti fedeli alla loro religione.
Le accuse principali erano quelle di pratica magica.
C'e' da dire che il periodo mostrava una grave crisi, sociale ed economica. Poverta', crisi commerciali, brigantaggio, difficolta' nel governo di possedimenti ormai diventati troppo grandi. L'impero si stava sgretolando.
Cosi' questi famosi processi e relative imputazioni erano piu' che altro pretesti per risolvere problemi politici e togliere di mezzo avversari scomodi.
Questo comunque diede il via ad un sistema pressoche' infallibile di eliminazione delle ideologie contrarie in maniera rapida e legale: esistono personaggi avversi? Accusiamoli di usare la magia e liberiamocene.
[avanti]