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Intervista: Fronde dell'antico Noce
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Inizialmente il cristianesimo (delle origini) fu oggetto di persecuzioni da parte del potere romano. Cio' perche' la comunita' cristiana per le sue convinzioni (unica fede, unica verita', mancato riconoscimento di caratteristiche divine all'imperatore) e posizioni sociali (rifiuto del servizio militare e di prendere impegni civili) si poneva in netto contrasto con la politica romana e l'autorita' governativa.
Un atteggiamento questo considerato pericoloso e destabilizzante, pertanto da combattere e reprimere.
Da notare che alcune delle accuse mosse al cristianesimo furono: slealtà verso la patria, ateismo, odio verso il genere umano, commissione di delitti (incesto, infanticidio e cannibalismo rituale) e persino provocazione di calamità naturali (peste, inondazioni, carestie, eccetera).
E ancora, secondo quanto pervenuto, la religione cristiana fu dichiarata : strana et illicita (decreto senatoriale), exitialis (perniciosa -Tacito), prava et immodica (malvagia e sfrenata - Plinio), nova et malefica (nuova e malefica - Svetonio), tenebrosa et lucifuga (oscura e nemica della luce - dall'Octavius di Minucio), detestabilis (detestabile - Tacito).
Dalla meta' del III sec. si ebbe da parte dei vari sovrani un atteggiamento altalenante, in cui momenti di tolleranza si alternarono con quelli di ostilita'.
Uno degli ultimi nemici e promotori della lotta al cristianesimo
fu ad esempio l'imperatore Diocleziano (284/305) istitutore della
Tetrarchia (una forma di governo a quattro, in cui ci sono un imperatore
d’Oriente e un imperatore d’Occidente, con cui collaborano
due sottoposti, i che ne saranno i successori).
I cristiani durante il suo regno subirono persecuzioni dal 303 al
304 circa.
La storia procedette tra alti e bassi sino al 313 d.c. quando l'imperatore Costantino, secondo alcune fonti convertitosi al cristianesimo dopo un sogno premonitore, promulgo' l'editto di Milano in cui concedeva liberta' di culto ai cristiani, al pari delle altre religioni.
Secondo altre fonti pero', la scelta dell'imperatore non fu dettata
da sogni profetici, bensi' da pratici interessi politici.
Seguendo questa tesi, Costantino pur rimanendo politeista, fece un
rapido calcolo e decise che dato il sempre maggior numero di cristiani,
sarebbe stato politicamente piu' conveniente permettere questa nuova
religione anziche' combatterla.
Quello che invece l'imperatore decise di proibire furono la divinazione e le pratiche magiche atte a danneggiare la vita di una persona o responsabili di condurre alla dissolutezza.
Nel 325, ormai ottenuta la liberta' di culto, si tenne a Nicea il primo concilio ecumenico cristiano.
Tra i vari punti trattati, spicco' la questione dell'eresia dell'arianesimo (movimento che prese il nome dal suo fondatore, Ario, prete di Alessandria d'Egitto che affermava che nella Trinita' l'unico Dio era il padre, e Cristo non aveva natura divina). Inoltre si stabilirono i canoni del successivo cattolicesimo.
[avanti]