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La stregoneria e' una pratica blasfema ed e' un'offesa alla chiesa. Il sabba e' un sovvertimento dell'ordine e del sacro dove le streghe, esseri abominevoli, adorano il diavolo.
Questa non e' una citazione, ma il breve sunto della considerazione della stregoneria e di cio' che vi e' connesso per gli uomini dell'epoca dell'inquisizione.
Per comprendere questo pensiero, bisogna ricordare che se la vera
fede (il cristianesimo) e' una sola, se e' l'unica verita'…
il resto deve essere maligno.
Se tutto veniva da Dio, cio' che proprio non poteva arrivare da lui,
in quanto non presente nella bibbia o in essa condannato, arrivava
dal demonio, attraverso i suoi servi.
Con queste premesse, e' chiaro che le antiche religioni, quelle stroncate e soppiantate dal cristianesimo, una volta che questi si fu totalmente affermato anche nella vita civile e sociale, non potevano che essere bollate come pratiche perverse, eretiche e diaboliche.
Lasciando momentaneamente da parte la considerazione, di base biblica, sulla magia in generale, vediamo come le pratiche religiose precristiane, come rituali, feste, piccoli gesti e anche idee vengono fatte confluire nella stregoneria, cristianamente intesa.
Qualcuno dice che la stregoneria fu inventata dall'inquisizione.
Sotto un certo punto di vista e' vero, perche' le descrizioni di essa
e dei sabba, sono davvero reinventate secondo la morale cristiana
dell'epoca.
Cio' che era paganesimo, venne non solo accomunato di prepotenza al diavolo, ma stravolto e tramandato secondo la visione che ne aveva il cristianesimo. Gli Dei vennero trasformati in demoni al servizio di satana, i pagani in servi del demonio, l'erboristeria e i riti in malefici, le feste in banchetti dissacranti e orgiastici (nella peggiore accezione del termine).
Del resto una societa' ufficialmente sessuofoba, in cui anche il
piacere all'interno del matrimonio viene poi condannato (il sesso
serve esclusivamente al concepimento per il mantenimento della specie
e solo nell'istituzione matrimoniale religiosa) come poteva concepire
l'unione sessuale rituale, celebrante la fertilita' della natura,
tra persone non solo non sposate, ma che continuavano a praticare
rituali pagani?
Orrore!! Dovevano proprio essere alla merce' del maligno!
Di questa visione sono arrivate fino ad oggi molte descrizioni, su cui si basavano anche le procedure processuali e interrogatorie dell'inquisizione.
Uno dei primi riferimenti al sabba si ha nel Canon Episcopi in cui si parla dei voli delle streghe al seguito di Diana.
"Ci sono donne scellerate, pervertite da Satana, sedotte dalle illusioni e dai fantasmi diabolici, che credono e sostengono di andare la notte con una dea pagana, Diana, e con Erodiade, insieme a una folla sterminata di donne, cavalcando sopra animali. Credono e sostengono di percorrere, nel silenzio della notte profonda, grandi spazi, obbedendo agli ordini della loro signora, e di essere chiamate a servirla in certe notti".
Ed ecco quindi che la Dea diviene demone e i rituali in suo onore incontri con il diavolo.
Diana, Ecate, Erodiade o Iside o Bona Dea, erano i nomi con cui veniva
chiamata la Signora del Gioco, la Domina Ludi. Il passaggio sopra
si riferisce a questa figura e alle celebrazioni in suo onore: esistevano
congregazioni (di donne soprattutto) chiamate societa' del buon gioco,
o societa' di Diana, che si riunivano in segreto certe notti per celebrare
rituali e feste che nulla avevano di malefico.
Le antiche tradizioni popolari agresti (la campagna come spesso citato
era quella che aveva maggiormente resistito alla conversione cristiana)
si potevano ritrovare in questi incontri, rimembranze delle feste
pagane, come quelle dionisiache, dei baccanali e dei saturnali.
Per la cronaca, questa e' una versione osteggiata da diversi studiosi.
Comunque qui leggiamo un passo in merito, tratto da "La stregoneria" di Massimo Centini:
"L'aspetto fortemente negativo della "Bona Dea", posta alla guida del "Ludus bonae societatis" fu di certo enfatizzato dagli inquisitori, attraverso l'eco delle orgiastiche feste pagane caratterizzanti la ritualità classica. Le feste romane della Bona Dea, come le Priapeia, avevano nell'orgia un elemento dominante, che fu di certo condizionante e destinato ad alterare la serena interpretazione dell'effettiva dimensione rituale del ludus medievale intriso di atavica cultualità agraria.
Così Gioveliale descriveva i misteri della
Bona Dea, diventati, nella coscienza inquisizionale, prototipo dei
cortei di Diana medievali:
"Sono ben noti i misteri di Bona Dea, quando il flauto eccita
i fianchi, e si muovono esaltate dal suono del corno e, insieme, dal
vino e, Menadi di Priapo, fanno ruotare la chioma e urlano. Quanto
è, allora, impellente, in quegli animi il desiderio di amplesso!
Quale voce quando la libidine si sommuove! Quale torrente di vino
vecchio scorre per le madide cosce!" (Satire, VI, 314).
Secondo Alfonso Tostato (prima metà del XV secolo): "non
viene negato che le donne possano essere trasportate dal diavolo nella
notte attraverso spazi differenti, ma si vieta di credere a tutto
ciò che esse stesse affermano, cioè appunto di essere
al seguito di Erodiade o di Diana, dea dei pagani, e di credere che
Diana sia una dea, così come presso i pagani si credeva all'esistenza
di più divinità. Affermare, perciò, che quella
Diana è una dea, non solo è un errore, anzi è
un errore di fede . Sono pertanto diavoli, questa Diana o Erodiade,
che si fanno adorare come fossero delle dee. Pertanto in ciò
è l'errore: che le donne dicono che Diana sia una dea, mentre
Diana è il diavolo. Ritenere, quindi, che l'uomo possa essere
trasportato dal diavolo attraverso l'aria, non è credere nel
diavolo ne per questo allontanarsi dalla retta fede, dal momento che
la Sacra Scrittura afferma simili cose, per esempio quando Cristo
fu trasportato dal diavolo".
Ormai connesse le celebrazioni di origine pagana al demonio cristiano, su queste basi fu studiato lo standard comportamentale dei sabba, la cui credenza si diffuse in particolar modo tra il XIV e il XV secolo.
L'origine del termine e' ancora controversa per gli studiosi: per
alcuni deriverebbe dal Shabbath ebraico, anche in relazione ad un
altro modo di chiamare le riunioni delle streghe come "Sinagoga
di satana". Questo come ulteriore esempio di demonizzazione cristiana
di altre culture e religioni.
Altri ritengono che il termine abbia origine da sabato, inteso come
giorno dedicato a Saturno, in onore del quale si festeggiavano i Saturnali.
Qualsiasi fosse l'origine, il senso (per quei tempi) comunque era univoco.
Le descrizioni tramandate dagli interrogatori, e dai testi inquisitoriali sulla stregoneria si possono riassumere in questo modo:
ai sabba le streghe arrivavano volando sopra manici di scopa, su
fili di paglia, o addirittura in groppa a demoni minori o animali
vari (gatti, gufi, topi).
Una volta giunte sul posto rendevano omaggio al diavolo baciandogli
il didietro e allestivano il banchetto, in cui non raramente si consumava
carne umana e si utilizzavano oggetti sacri in modi blasfemi.
Poi gli avvenimenti potevano variare di volta in volta… dall'iniziazione
di un nuovo adepto/a, con battesimo infernale e rinuncia pubblica
al Dio cristiano, alla presentazione delle malefatte compiute o proprio
al compierne in loco, al lanciarsi in danze sfrenate e oscene.
Comunque la cosa terminava sempre con un'orgia tra umani, demoni,
animali …a cui partecipava satana stesso cercando di possedere
quante piu' streghe poteva, anche in posizioni innaturali.
Dopo questo, venuta ormai l'alba, i partecipanti tornavano alle proprie
abitazioni.
L'apoteosi della perversione per la morale cristiana, insomma.
Un'altra lettura in chiave moderna dei sabba medievali (spogliati delle visioni prettamente inquisitoriali), li ipotizza come momenti di sfogo dalle rigide regole morali dell'epoca. In questi incontri, uomini e donne potevano abbandonare ogni costrizione e imposizione, ballando, bevendo, mangiando e unendosi senza che fosse condannato il loro comportamento.
Altri sostengono si tratti di pure invenzioni, o dei risultati dell'uso di droghe (come accennato nel precedente testo). Le donne accusate credevano di aver partecipato a questi festini proprio a causa degli unguenti e delle erbe che adoperavano e che provocavano stordimento, allucinazioni e visioni irreali, e cio' che credevano aver vissuto lo confessavano poi sotto processo. La teoria delle droghe inizio' a prendere forma con l'avvento dell'illuminismo.
In ultimo ci sono coloro che, anche in base ad antichi trattati,
vorrebbero suddividere questi incontri in due tipologie di stregoneria:
la prima erede diretta dei rituali del buon gioco, e di tradizioni
agrarie, la seconda figlia dell'anticlericalesimo e della ribellione
alla religione istituzionale. In ogni caso entrambe finirono allo
stesso modo sotto il maglio dell'inquisizione, senza differenze di
trattamento.
Comunque, ancora oggi, la considerazione della stregoneria e del sabba rimane prevalentemente legata all'idea che ne ha tramandato l'inquisizione.
Per quanto il razionalismo e la scienza abbiano relegato questi avvenimenti a superstizione, a fantasie dell'ignoranza e dell'oscurantismo, l'immaginario popolare di fronte a termini come stregoneria e sabba, richiama a se la visione lasciata dalla cultura di quei secoli.
[Avanti]