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Storia - L'inquisizione
capitolo 3

Torture

Furono persino inventate torture ad hoc per questo, grazie anche a fervidi studiosi di demonologia e stregoneria che stilavano metodi su metodi per accertare la connessione con il demonio in base alle loro conoscenze delle pratiche diaboliche (!).

Lo sapevate ad esempio che il demonio pone un marchio sui suoi servi, e che questo marchio rende la pelle insensibile nel punto in cui e' stato posto?

Quindi, basta punzecchiare con un lungo spillone l'accusata, finche' non lo si infilzi in un punto in cui non esca sangue o in cui la persona non senta alcun dolore (e quindi non strilli). A quel punto ecco la prova che essa e' una strega!
Facile e sicuro, no?

Oppure sapevate che le streghe, o chi ha avuto rapporti col diavolo, pesa di meno della norma, o quasi nulla? Allora se si hanno dei sospetti, inutile tergiversare: basta buttare l'accusata (legata) in un lago o in un fiume, e se galleggia… e' certo che sia strega.
Se affonda? Beh, non esistevano i bagnini all'epoca… spiacenti.

(Per la cronaca questo metodo era chiamato Ordalia dell'Acqua.)

Poi comunque c'erano molti altri sistemi per andare sul sicuro, e far confessare le scellerate.
La ruota, il cavalletto, il serrapollici, lo strappaseni, la sedia o le scarpe infuocate, la vergine di norimberga, la tortura dell'acqua…
Devo continuare?

Il Malleus Maleficarum

Se volete potete approfondire leggendovi un best seller dell'epoca, ristampato innumerevoli volte: il Malleus Maleficarum, il martello delle streghe.
Scritto nel 1486 dai simpatici domenicani Heinrich Kramer e Jacob Sprenger , questo ameno libretto conteneva le direttive ed i suggerimenti per gli interrogatori e i processi alle streghe, addentrandosi nelle tipologie di tortura migliori da usare per arrivare alla (loro) verita' e alla giusta punizione.

Del resto per poter annientare l'inquietante fenomeno della stregoneria, si doveva diffondere la sua conoscenza e i sistemi per scovare le streghe

E per miglior chiarezza ed uso, fu suddiviso in tre parti:

-nella prima si definiva la stregoneria, la sua esistenza e le sue conseguenze.
-nella seconda si analizzavano dettagliatamente tutte le forme di stregoneria e i sistemi di combatterla e reprimerla.
-nella terza parte, si trattava degli aspetti giuridici e dell'applicazione degli stessi. Dal momento dell'arresto, agli interrogatori (e cosa fare in base alle risposte ricevute), alle torture, ai processi, per finire con le sentenze… e i roghi.

Il bello e' che in questa guida era praticamente stabilito che in qualsiasi modo le accusate reagissero a cio' che veniva fatto loro, era comunque possibile segno di colpevolezza.

Piangevano? Erano colpevoli
Non piangevano? Erano colpevoli perche' il demonio non permetteva loro di piangere.
Urlavano? Il diavolo le aveva lasciate al loro destino.
Non urlavano? Il diavolo le aveva lasciate insensibili a tutto.

E giu' ancora a torture per cavare la verita' e la confessione, perche' a quella si doveva arrivare.

Confessioni

Molte confessavano qualsiasi cosa purche' finisse il tormento, che fosse l'aver volato ad un sabba (dove per l'epoca si mangiava, beveva, danzava e copulava con il diavolo), o l'aver disseccato l'erba della vicina o ucciso e cucinato un infante.

Ora qualcuno dice che molte di queste confessioni furono fatte in "buona fede" da donne di salute cagionevole (mentale e fisica), che a causa di allucinogeni, piu' o meno consapevolmente assunti, credevano davvero di aver volato sulla scopa o sulla groppa di un diavolo… altri sostengono che le poveracce riferivano solo quello che si voleva sentir dire da loro (dopo ore e ore di interrogatori con relativi tormenti).
In ogni caso, le testimonianze sono state redatte dagli stessi inquisitori, quindi qualsiasi cosa venisse detta loro, era interpretata e scritta secondo la loro visione/idea dell'accaduto o del crimine.
Pero' nei principali testi, questo particolare nessuno lo specifica…

Ad ogni modo, la caccia alle streghe, i processi, le torture e i roghi non sono una leggenda,
che le vittime fossero davvero streghe (non sto parlando della strega cristianamente definita, quella asservita al demonio), guaritrici, levatrici o donne "qualsiasi".

Conclusioni sul tema

Spesso si vedono disquisizioni che si perdono dietro a statistiche, cifre ufficiali e ufficiose, congetture su chi tra potere laico ed ecclesiastico potesse avere maggiore o minore responsabilita'…

Non e' importante il numero, il sesso o la tipologia delle vittime, ma l'esistenza stessa di questo fenomeno figlio della misoginia, dell'ottusita', della presunzione e dell'isteria, anche popolare.

Non si puo' considerarlo un incidente di percorso lungo l'evoluzione della civilta', e nemmeno relegarlo a conseguenza secondaria di avvenimenti politici, sociali ed economici.

E' un evento che va' preso ad esempio di cosa puo' accadere quando ci si innalza a detentori e difensori della verita' unica e assoluta, calpestando il diritto di pensare e agire diversamente degli altri.

E va ricordato, per tentare di evitare di ricaderci ancora.

[Avanti]

 

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