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Storia - L'inquisizione
capitolo 1

Inquisizione - Cenni storici

Il nome deriva dal latino <<inquirere>>, ovvero individuare.

L'inquisizione era un'istituzione ecclesistica con il compito di trovare, perseguire e punire tutti coloro che si fossero macchiati di eresia, gia' cristiani o meno.

La sua costituzione viene datata verso la fine del sec. XII, quando Lucio III (bolla Ad abolendam, 1184) affidò al vescovo di ogni diocesi il compito di coordinare la lotta contro catari e valdesi.

Successivamente tale compito fu trasferito da Gregorio IX a tribunali dipendenti da Roma e composti da frati domenicani (1231) e francescani (1246).

L'istituzione, diffusasi nel secolo XIII dall'Italia settentrionale e dalla Francia meridionale al resto d'Europa, si occupò in seguito dei protestanti ma anche di coloro che erano accusati di magia e stregoneria, diventando strumento di controllo della fede e di repressione di quanto contrastasse l'autorità religiosa e politica.

Dotato di propri mezzi di costrizione, poteva condannare a pene corporali e detentive.
Gli accusati, arrestati in seguito a denuncia (anche solo di sospetto) venivano interrogati dall'inquisitore al fine di provare ogni coinvolgimento nei crimini d'eresia, anche tramite tortura, e successivamente convinti a confessare e pentirsi.
A seconda della gravita' della colpa si procedeva poi all'espiazione, che poteva andare dall'abiura, alla confisca dei beni, alla detenzione per un determinato periodo, a punizioni pubbliche fino alla condanna a morte nei casi piu' gravi (solitamente mediante rogo). L'esecuzione delle pene era affidata al potere civile.

Famosa (o famigerata) fu l'inquisizione spagnola, sorta per volonta' dei sovrani, Ferdinando il Cattolico e Isabella, che nel 1478 ottennero da papa Sisto IV la facoltà di scegliere autonomamente gli inquisitori per il loro regno.
Da li', l'istituzione inquisitoriale, nel tentativo di preservare l'unita' etnica e religiosa della nazione, si allargo' a perseguire ogni minoranza religiosa, sia sul territorio spagnolo che nelle colonie. L'esecuzione mediante rogo fu chiamata auto da fé (atto di fede).

Con la nascita e l'affermazione del protestantesimo, (che successivamente non fu poi da meno nell'uso del metodo inquisitoriale nei confronti della stregoneria) papa Paolo III decise di rinnovare l'inquisizione romana nella Sacra congregatio Romanae et universalis inquisitionis seu Sancti officii (Sant'Uffizio), fondata nel 1542 (bolla Licet ab initio) e successivamente riorganizzata da Sisto V (bolla Immensa aeterni, 1588) che pubblicò tra l'altro l'Indice dei libri proibiti (1559).

Questa si altaleno' tra momenti di mitezza ed estremo rigore (con Paolo IV e Pio V), concentrandosi particolarmente sulla stregoneria i protestanti e gli omosessuali (che si racconta venissero bruciati su pire di finocchio - da li' il termine dispregiativo ancora usato oggi).

La sua attività inizio' a decrescere nel corso dei sec. XVIII-XIX, con l'avanzare dell'illuminismo e in particolare per il rifiuto dei governi di procedere all'esecuzione delle pene, fino a scomparire come potere coercitivo, ma rimanendo in veste di istituto del governo centrale della Chiesa, con le modifiche introdotte da Pio X (1908) in cui cambio' nome in Sant'Uffizio. Fu sostituita definitivamente da Paolo VI nel 1965, con la "Congregazione per la difesa della fede", organo preposto alla salvaguardia dell'ortodossia della dottrina e dei costumi.

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