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Ver Sacrum
Monterubbiano - Marche
Ogni anno a Monterubbiano, il giorno 11 giugno, si rivivono gli antichi riti e usi del "Ver Sacrum", che, secondo la tradizione tramandata dagli storici latini Plinio, Festo e Strabone, indica la migrazione di una popolazione sabina che per un voto agli Dei (probabilmente a causa di una carestia o di una pestilenza), parti' dalla conca reatina e ando' a stabilirsi nel Piceno, guidata dal volo di un picchio, uccello sacro a Marte.
Di questi lontani avvenimenti resta ancora oggi eco nella tradizione monterubbianese dello "sciò la pica" dove un gruppo di zappaterra, vestito del tradizionale guazzarone, ripete l'antica costumanza scacciando la pica con una canna, da un albero di ciliegio tagliato per l'occasione alle prime luci dell'alba da alcuni giovani del paese; la pica, legata in antico con una corda al ramo dell'albero è oggi "gelosamente" custodita in una gabbia. Lo zappaterra che porta il ciliegio finge di piantarlo, mentre un compagno in atto di incalzarlo con la zappa va invece a rasentare le scarpe degli astanti; un terzo allora, al grido "sciò la pica" all'improvviso sbruffa sulla folla il vino attinto da una rituale borraccia ("lu trufu"). Cento volte il rituale si rinnova per le vie del paese e cento volte si ripetono le risa divertite della gente accorsa.
Questa tradizione popolare è oggi inserita nel contesto della Festa di Pentecoste e ne rappresenta il nucleo più antico. Accanto ad essa, ben riconoscibile, la rievocazione della cosiddetta Armata di Pentecoste (10 e 11 giugno), composta da giovani scelti fra le corporazioni delle Arti e dei Mestieri, istituzione di origine medievale rappresentata al presente da "Artisti", "Mulattieri", "Bifolchi", "Zappaterra", guidata dal cosiddetto "capitano d'armata"; ad essa si legava la concessione di un periodo di franchigia (secondo la consuetudine delle Saturnali romane) durante il quale l'ordine pubblico era affidato a questo drappello.
Elementi religiosi più recenti si sono sovrapposti agli antichi
riti nel tentativo di obliterazione dei culti pagani: lo testimoniano
la concomitante celebrazione della Pentecoste e la devozione per la
Madonna del Soccorso alla cui intercessione è legata la processione
per l'offerta dei ceri, così come ricordato negli statuti comunali
del '500, nei quali inoltre si parla delle altre inveterate manifestazioni
come pure della giostra dell'anello e della notissima fiera che si
teneva il lunedì successivo (oggi purtroppo scomparsa).
I festeggiamenti terminano martedì 13 con il pranzo delle Corporazioni
e con i Baccanali, reminiscenze dei tributi in onore al Dio Bacco
tra risa, stornelli, danze e canti con una folla spesso rumorosa e
molto allegra.
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Il ballo della morte
Arma di Taggia - Liguria
La terza domenica di luglio, quella successiva alla Santa Maddalena del Bosco (22 luglio), vicino Imperia, ad Arma di Taggia, ancora oggi si rievoca un antico e misterioso rituale. In questa notte, gli affiliati della congregazione fondata per onorare Santa Maddalena, nel 1716, partono alla volta di un eremo nascosto nei boschi. Giunti al casolare, dopo alcune ore in groppa ai muli, vi trascorrono la notte, tra canti e balli. Prima di tornare al paese, poi, due affiliati, innamorati, eseguono il cosiddetto "ballo della morte" che si svolge così: dopo che la ragazza fingendo un mancamento è caduta al suolo, viene rianimata dal giovane con un mazzetto di lavanda, e quindi i due ballano sfrenatamente insieme cantando il motto della congregazione "Comedamus et bibamus, cras enim morietur" ossia "mangiamo e beviamo insieme, poiché un giorno moriremo". Questo culto, oggi assorbito dalla liturgia cattolica, mantiene chiari elementi bacchici.
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La festa "du muzzuni"
Alcara li Fusi - Sicilia
Durante il solstizio d'estate, ad Alcara li Fusi, si svolge la festa "Du Muzzuni", che si origina dall'antico culto di Demetra e Adone e ne conserva i riti propiziatori della fecondità della natura.
Elemento centrale della festa odierna sono “u muzzuni”, composizione di vasi e brocche col collo rotto addobbate sontuosamente e con molta cura dalle donne del luogo con i loro gioielli più belli e con stoffe coloratissime; da dette brocche fuoriescono mozzi di spighe di grano ed orzo fatte germogliare al buio, i “laureddi”.
La sera del 24 giugno, dopo la processione di S. Giovanni Battista,
nei vari quartieri si scelgono gli angoli più consoni per essere
adornati e vi si pone un altare con sopra “u muzzuni”.
Attorno a questi altari, un tempo lontano si stringevano i comparati
ed i fidanzamenti.
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Ballo della Cordella
Petralia Sottana - Sicilia
La domenica dopo ferragosto, a Petralia Sottana (PA) ha luogo la pantomima di ringraziamento alla natura, una rappresentazione di giubilo per il raccolto. Un corteo nuziale attraversa il paese con in testa la sposa sopra una mula bianca, riccamente ornata, e lo sposo in costume petraliese. Seguono i parenti sopra dei cavalli. Dopo la sfilata viene eseguito il “ballo della cordella”, durante il quale 24 ballerini in costume intrecciano altrettanti nastri colorati, legati al centro ad un alto palo.
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Sagra delle Regne
Minturno - Lazio
In onore della Madonna delle Grazie si svolge la sagra delle regne
(ossia i primi covoni di grano colti nei campi).
Si tratta della versione cristianizzata di un'antichissima festa pagana
di ringraziamento per il raccolto.
Nei campi, gia' all'inizio della mietitura vengono poste immagini
della madonna, a cui a fine raccolto, in occasione della festa, ogni
contadino offrira' un covone.
Questi covoni sono quindi portati in processione sino alla piazza
principale del paese su carri addobbati e colmi di grano, mentre gruppi
folcloristici locali ballano saltarelli e tarantelle.
Una volta in piazza, i mietitori (che indossano costumi tradizionali)
salgono sul palco allestito per la trebbiatura, eseguita con il caratteristico
"viglio", prendono un covone per ciascun carro e iniziano
a batterlo davanti al pubblico.
Poi arrivano le "pacchiane" con il cibo per i loro uomini
e mentre questi si passano la pagnotta spartendosi il cibo, le donne
continuano a setacciare il grano liberandolo dalla pula. Poi una pacchiana,
cioè una contadina nelle vesti tradizionali, rivolta al popolo
che applaude, si inginocchia, offre il grano alla Madonna delle Grazie
in segno di ringraziamento; infine, con il tipico gesto del seminatore,
lo spande fra i presenti come augurio e segno di amicizia.
Al termine della manifestazione, a mezzanotte, avviene il simbolico incendio al castello baronale, con un grandioso spettacolo di fuochi d'artificio.
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Festa delle cantamesse
Ceprano - Lazio
La celebrazione che avviene il 15 di agosto prevede l'offerta rituale delle primizie della terra. Il giorno della festa da ogni rione partono cortei di donne che portano sul capo canestri pieni di pane, grano e altri prodotti, ornati con fiocchi colorati. I canestri, raccolti nella chiesa di S. Rocco, vengono distribuiti il giorno dopo alla popolazione.
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