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Inizialmente, il pantheon etrusco era formato da divinita' rappresentanti le forze della natura, forze di creazione e distruzione allo stesso tempo.
Successivamente, a partire dal VII secolo a.c., molte di queste antiche divinita', di origine prettamente etrusca, vennero accomunate agli Dei olimpici greci e agli Dei romani.
Allo stesso tempo nuove divinita' greche e latine furono annesse, con una parziale modifica del nome, al pantheon etrusco. Un esempio possono essere Heracle Ercole, in etrusco Hercle, o Apollo, divenuto Aplu.
Aita
Divinità sovrana dell'Oltretomba. E' identificabile con il
Dio greco Ade e il suo corrispettivo romano Plutone.
Alpan
Dea dell'amore e dell'Oltretomba, solitamente viene raffigurata nuda.
Appartiene al gruppo delle Lasa.
Ani
Divinità originaria etrusca. E' il Dio del Paradiso, vive nei
cieli più alti. Mostra molte somiglianze con il Dio romano
Giano.
Artume - Aritimi - Artames
Dea della notte e della morte, ma anche personificazione della crescita
e della natura. Può essere comparata alla Dea greca Artemide.
Atunis - Atnis
Il corrispondente etrusco del greco Adone. Lo si può trovare
spesso in compagnia di Turan, la Dea dell'Amore.
Cautha - Catha
Il Dio del sole.
Charontes
Demoni della morte.
Charun
Demone (simile al greco caronte) della morte, guardiano dell'ingresso
nell'Oltretomba ove tormenta le anime dei defunti. Viene raffigurato
generalmente dotato di ali, con becco di avvoltoio e orecchie appuntite.
Il suo attributo è il martello.
Culsu
Demone femminile che vigila l'ingresso dell'Oltretomba. Suoi attributi
sono la torcia e le forbici.
Evan
Dea dell'immortalità. Appartiene al gruppo delle Lasa.
Februus
Dio dell'Oltretomba e della purificazione. Il mese di Febbraio, a
lui sacro, viene cosi' chiamato dal suo nome
Feronia
Dea del fuoco e della fertilità.
Fufluns
Divinità originaria etrusca della vegetazione, della vitalità
e della gioia. E' figlio della Dea Terra Semia.
Il suo nome, Fufluns andrebbe posto in relazione con la radice puple,
"germoglio". La sua appartenenza al novero delle divinità
ctonie è attestata dal "Fegato di Piacenza", su cui
il suo nome è inserito vicino a quello delle divinità
silvestri. Nonostante ciò la sua iconografia, fin dalla seconda
metà del VI sec. a.C., è strettamente legata a quella
del Dio Diòniso, con tutti gli attributi che erano connessi
a quest'ultimo.
Hercle
Eroe etrusco, figlio della Dea suprema Uni, simile al l'eroe greco
Eracle, predecessore del romano Ercole.
Horta
Dea dell'agricoltura.
Laran
Dio della guerra. Egli è raffigurato come un giovane nudo che
indossa un elmetto e porta con sè una lancia.
Talvolta viene raffigurato insieme a Turan, assimilabile alla greca
Afrodite, in analogia all'ellenica coppia Ares Afrodite.
Lasa
Divinità femminili, guardiane delle tombe. Sono raffigurate
a volte alate, a volte no. I loro simboli sono gli specchi e le corone.
Spesso si trovano in compagnia di Turan, la Dea dell'Amore.
Losna
Dea della luna.
Mania
Un altro guardiano dell'Oltretomba, assieme a Mantus.
Mantus
Dio dell'Oltretomba, associato alla città di Mantua (Mantova).
Maris
Dio dell'amore e della fecondita'. Forse a causa del suo nome viene
spesso associato a Marte (Mars), ma la divinità etrusca corrispondente
al Dio della guerra sarebbe Laran.
Menvra - Menerva
Dea simile alla greca Athena, rappresentata con i medesimi attributi
(elmo, lancia e scudo). Proprio come la corrispondente greca era nata
dalla testa di un Dio (Tinia). Assieme al padre e alla Dea Uni farebbe
parte della triade di divinità più importanti del pantheon
etrusco. Successivamente i romani la identificheranno con la loro
Minerva.
Nel Museo Archeologico di Firenze è presente una famosa statua
in bronzo raffigurante la Dea, proveniente da Arezzo e rinvenuta nel
1541 sul luogo dell'attuale chiesa di S. Lorenzo: probabilmente vi
esisteva, in antico, un santuario dedicato a Menerva
Le statuette di bronzo più antiche, della metà del VI
sec. a.C., mostrano Menerva stante, in atteggiamento pacifico e munita
di una lancia eretta.
Nel IV sec. a.C. diminuiscono le scene nelle quali la Dea è
raffigurata in azione; prevale un atteggiamento di quiete e rimangono
suoi attributi l'elmo e l'ègida, cui talvolta si aggiunge anche
la civetta.
Nethuns
Dio dell'acqua. Inizialmente connesso alle fonti, fu poi associato
anche al mare. I suoi attributi sono il tridente, l'ancora, il cavallo
marino ed il delfino.E' paragonabile al greco Poseidon, e successivamente
viene identificato dai Romani con il Dio Nettuno.
Nortia
Divinità originaria etrusca. E' la Dea del fato, della sorte
e della fortuna. Suo attributo è un grande chiodo. A Volsinii,
nel Fanum Voltumne, all'inizio del nuovo anno, in una solenne cerimonia,
un chiodo veniva infisso in un muro del suo santuario. Questo rito
è considerato da alcuni rito per la fertilità, da altri
di espiazione, e da altri ancora un rito simboleggiante semplicemente
la fine dell'anno passato.
Phersipnai
Phersipnai, sposa di Aita (equivalente del greco Ade e del romano
Plutone), signora del regno dei morti. Il nome deriva dal greco Persephóne,
latino Proserpina. Viene quasi sempre raffigurata insieme ad Aita.
Tra i suoi capelli spuntano serpenti, ma spesso porta una corona di
foglie. A volte reca nella mano sinistra una melagrana, simbolo dell'oltretomba
e delle nozze.
Selvans
Divinità originaria etrusca delle foreste. Presso i romani
chiamato Silvano.
Sethlans
Dio del fuoco e protettore dei fabbri. Il suo aspetto è molto
simile a quello del Dio greco Efesto e del Dio romano Vulcano.
Tagete - Tages
Divinità della saggezza. Egli appariva da un solco quando un
campo era nuovamente arato ed insegnava ai contadini la divinazione
e i presagi. E' raffigurato a volte come un giovane, altre come un
vecchio di bassa statura.
Thalna
Dea del parto.
Thesan
Dea dell'Alba e madrina del parto. Presenta molte somiglianze con
la Dea romana Aurora.
Tinia
Dio supremo del Cielo, dimorante nella parte settentrionale della
volta celeste. Con sua moglie, Uni, e la Dea Menvra, forma la triade
più importante del pantheon etrusco. I romani lo equipararono
con Giove.
Il suo attributo distintivo, non soltanto in guerra ma anche in pace,
è la folgore, la cui forma varia non per convenzioni artistiche,
ma per distinguere tre diverse specie di fulmini da lui scagliati.
Oltre alla folgore, può portare anche uno scettro, talvolta
simile a un tridente.
Il lancio dei fulmini di Tinia seguiva un preciso ordine: il primo
fulmine era scagliato per sola iniziativa del Dio. Il secondo, il
cui scopo era di ammonimento e di terrore, veniva scagliato su consiglio
di 12 Dei consentes; il terzo, quello della distruzione era lanciato
dietro consiglio di Dei involuti.
Tuchulca
Demone dell'Oltretomba. Viene rappresentato come orribile creatura
alata, con serpenti al posto dei capelli e becco d'uccello come bocca.
Turan
Dea dell'Amore, paragonata alla greca Afrodite e alla romana Venere.
E' anche divinita' della salute e della fertilità. Viene prevalentemente
rappresentata come una giovane alata. I suoi simboli sono Il piccione
e il cigno nero. Spesso si accompagna alle Lasa. Era patrona della
città Vulci (VI) ed era venerata a Gravisca (VT), dove potrebbe
esserle stata attribuita anche la caratteristica di protettrice dei
naviganti.
Turms
Dio che guida i morti nell'Oltretomba, considerato l'equivalente etrusco
del greco Hermes.
I suoi attributi sono il cappello a larga tesa del viaggiatore (pètaso)
e il caduceo (verga munita a un'estremità di due cerchi sovrapposti,
di cui uno chiuso e uno aperto in alto. considerato il simbolo della
prosperità e della pace, aveva la virtù di ammaliare
gli occhi dei mortali e di addormentarli, di attrarre i morti dagli
Inferi e di mutare in oro gli oggetti toccati. E' l'attributo principale
dei messaggeri). Successivamente ai suoi attributi si aggiungono i
calzari alati e le piccole ali sul copricapo. Indossa anche un corto
mantello o un chitone. E' anche il messaggero di Tinia, o degli Dei
in generale.
Uni
Suprema Dea del pantheon etrusco il cui nome deriva dalla stessa radice
della latina Iuno (Giunone). E' probabilmente arrivata in Etruria
dall'Italia centrale (forse dal Lazio) entrando a far parte delle
maggiori divinita' etrusche. Moglie di Tinia, insieme a questi e alla
Dea Mnevra formerebbe la maggiore triade dell'etruria. E' la madre
dell'eroe Hercle, e oltre che alla romana Giunone viene identificata
con la greca Era.
Il suo culto era uno dei più importanti: sul "Fegato di
Piacenza" occupa la casella immediatamente subito sotto Tinia
e un'iscrizione su una statuetta votiva di Cortona (AR) fa ipotizzare
che Uni fosse la Dea protettrice di quella città.
Vanth
Demone femminile della morte che abita nell'Oltretomba. Grazie a degli
occhi posti sulle sue ali, vede tutto ed e' onnipresente. E' messaggera
di morte e può assistere ad una persona malata sul suo letto
di morte. Suoi attributi sono un serpente, una torcia ed una chiave.
Veive
Dio della Vendetta. E' raffigurato come un giovane con una corona
di alloro e con delle frecce nella mano. Una capra gli sta accanto.
Voltumna Veltha
Voltumna, conosciuto anche come Veltha è un Dio indigeno degli
etruschi, la cui figura non ha subito influenze di origine greca,
e che più tardi fu elevato al rango di Dio supremo.
Era detto il Multiforme, e rappresentava l'eterno mutare della stagioni.
E' anche il Dio patrono della federazione delle dodici città
stato etrusche. Il centro del suo culto era nel santuario federale
di Volsini. I Romani lo chiamarono Vertumno.
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