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Intervista: Fronde dell'antico Noce
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Un giorno Melambo (1) chiese a sua madre come mai, sebbene gli fosse
stata promessa la conoscenza del linguaggio di tutti gli esseri viventi,
non gli era ancora stata concessa.
Sua madre rispose:
"Pazienza figlio! E' aspettando e guardando in noi stessi, che
impariamo come apprendere. E tu hai in te stesso il maestro che ti
impartisce piu' di quanto credi, se vuoi solo cercare di sentirlo;
si, il maestro che ti insegna piu' in cinque minuti, di altri in tutta
la vita."
Accadde che una sera Melambo, ripensando a queste parole mentre giocava
con un nido di serpenti trovato da un servo in una quercia cava, disse:
<<Mi piacerebbe parlare con voi,
so che voi avete un linguaggio
grazioso come i vostri movimenti
e brillante come i vostri colori.>>
Quindi si addormento' e i serpenti si attorcigliarono ai suoi capelli e cominciarono a leccargli occhi e labbra, mentre la madre cantava:
<<Diana! Diana! Diana!
Regina delle Streghe
e della notte oscura
e di tutta la natura!
Delle stelle e della luna
e di tutta la fortuna!
Tu che reggi la marea,
che risplendi in mare a sera!
Colla luce sulle onde,
sei padrona dell'oceano,
colla tua barca,
fatta a mezza luna,
la tua barca rilucente
Barca e luna crescente (2);
fai sempre volo in cielo, e in terra sulla sera,
e anche a navigare
riflessa sopra il mare,
preghiamo di dare a
questo melambo,
il modo di parlare
di qualunque animale!>>
(1) Nota:
Secondo una leggenda Melambo era un mago e medico di discendenza divina.
(2) Nota dal testo:
appare evidente l'analogia con la barca di Iside.